Nutrizione ed integrazione in oncologia: un supporto fondamentale nella medicina integrata

    Nutrizione ed integrazione in oncologia: un supporto fondamentale

                                                            nella medicina integrata!

La nutrizione in campo oncologico,e con essa l’integrazione personalizzata, vengono sempre più riconosciute come fondamentale supporto per svariati aspetti clinici, ma in primis, per dare sostegno ed evitare gli effetti indesiderati delle terapie classiche come chemioterapia, radioterapia, ormonoterapia, e immunoterapia. Queste cure sono ancora al momento le terapie che la ricerca scientifica e i dati sui pazienti ci offrono come migliori, ma spesso, sono mal tollerate sia fisicamente che psicologicamente ed a volte, devono addirittura essere interrotte in corso d’opera a causa di una piastrinopenia, neutropenia o comunque emocromo non compatibile. Ed ecco che in questo caso la nutrizione  e l’integrazione “ad hoc,” o meglio, la manipolazione nutrizionale, darà supporto prima, durante e dopo le cure classiche (scopo ultimo di tale nuova disciplina di nutrizione altamente personalizzata è quello di rendere le matrici extracellulari territorio inospitale ed inadatto alla cellula neoplastica, ostacolandone in questo modo la proliferazione e intervenendo sull’espressione di quegli oncogeni che sono coinvolti in modo diretto nella patogenesi o nel mantenimento della malattia e di conseguenza, aiutando i pazienti ad arrivare alla guarigione). Si pone l’attenzione sui micronutrienti, o oligoelementi,i quali  influenzando l’espressione genetica,la trascrizione dei geni, possono essere utilizzati per ripristinare l’equilibrio cellulare.  Attenzione a non confondere la nutrizione e l’integrazione consigliata per la prevenzione dei tumori con quella che si suggerisce quando la malattia è in atto … nel primo caso si tratta di prevenzione primaria e lo scopo ed il fine sono diversi, cosi come è diversa la scelta dei macro e micronutrienti, il momento della giornata in cui vengono introdotti, la quantità e la combinazione degli stessi. La storia naturale del paziente con tumore e malnutrizione prevede spesso una serie di tappe nel corpo: da uno stato di normalità si passa ad uno stato di “pre-cachessia” con iniziale perdita di peso fino ad arrivare a “cachessia conclamata” fino alla “cachessia avanzata”. Quest’ultimo stato purtroppo è spesso antecedente alla morte del paziente! Ebbene, la malnutrizione oncologica è prevenibile e reversibile a patto che si intervenga nutrizionalmente il più tempestivamente possibile. In alcuni tipi di tumore però le terapie anti tumorali possono dare aumento di peso e ciò è frequente nelle donne con tumore al seno che spesso vanno incontro a sovrappeso o obesità. Il sovrappeso rappresenta un fattore prognostico sfavorevole per il tumore alla mammella ed inoltre aumenta anche il rischio di recidiva. A tal proposito bisogna ricordare che l’enzima aromatasi che è caratteristico del tessuto adiposo, sintetizza gli estrogeni ovvero quegli ormoni che hanno un ruolo riconosciuto nella genesi e nello sviluppo del tumore alla mammella! Anche in questo caso il supporto nutrizionale diventa molto rilevante.

                                                RUOLO DEL BIOLOGO NUTRIZIONISTA

Grazie a numerosi studi (ma voglio citarne uno molto importante del  Novembre 2016 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27745597 ) si conferisce finalmente adeguata dignità alla terapia alimentare identificandola come  supporto chiave alle terapie classiche, ed il ruolo del Biologo Nutrizionista diventa fulcro o meglio anello di congiunzione fra il percorso di radio/chemio e la nutrizione, permettendo grazie alle giuste strategie alimentari e di integrazione la non interruzione del percorso iniziato con l’oncologo. In generale quello che il nutrizionista esperto ricerca con la potente arma del cibo è la creazione di un ambiente ostile alla cellula neoplastica, ricerca la prevenzione di variazioni ponderali importanti, il mantenimento della massa magra, il miglioramento o prevenzione di deficit di micro e macro nutrienti, la riduzione degli effetti collaterali e l’aumentata tolleranza al trattamento, il recupero dell’energia dopo la terapia e soprattutto la prevenzione delle recidive post trattamento. Nelle terapie oncologiche un’alimentazione ben guidata è importante quanto una chemio ben modulata! Molte informazioni per impostare e monitorare il protocollo nutrizionale  le abbiamo da strumenti diagnostici avanzati come Test genetici, bioimpedenziometria, esame Lipidomico (di quest’ultimo ne sentiremo parlare sempre di più spesso!). Ricordiamo però che la dieta del cancro NON ha nome: non è Mediterranea ,Vegetariana, Vegana, Crudista,Paleo, Low Fat o Chetogenica…ma può essere tutte queste diete se la situazione lo richiede.

 I vari protocolli nutrizionali varieranno a seconda del tipo, della gravità, dell’organo colpito dal tumore, a seconda delle terapie classiche in atto ed alla capacità e volontà di adesione del paziente

 

Il biologo nutrizionista elabora il piano dietetico  prima, durante e dopo i cicli radio-chemioterapici, ed i criteri e suggerimenti da seguire in un approccio “ CLASSICO”  sono questi:

  • Prima della chemio si interviene sull’organo intestino in quanto fulcro neuro-immuno-endocrino dell’organismo dando una dieta bilanciata che alzi le difese immunitarie.

Senza addentrarsi negli specifici protocolli, che abbiamo detto vanno personalizzati, passiamo ora ad elencare i cibi da “evitare” e quelli “consigliati”:

CIBI DA EVITARE

  • latte latticini e formaggi
  • carne rossa e lavorata
  • grano (pane pasta pizza)
  • zucchero raffinato
  • pesce di grande taglia
  • alimenti con additivi, conservanti o cotti alla brace
  • soia
  • acqua addizionata di CO2 o bibite gassate
  • olio di semi cotti
  • sale raffinato
  • no fumo no alcool

 

CIBI CONSENTITI

  • Cereali e Pseudo cereali senza glutine (riso, miglio amaranto, grano saraceno, sorgo etc.)
  • Pesce azzurro di piccola taglia
  • verdure cotte (a vapore: preferibilmente crucifere)
  • verdure crude (ben lavate)
  • legumi (sciacquati lessati e passati)
  • frutta fresca (meglio in estratto)
  • semi oleosi (es: sesamo per integrare il calcio)
  • Olio extra Vergine di Oliva (spremuto a freddo di origine italiana)
  • erbe aromatiche (prezzemolo, timo, maggiorana)
  • spezie (curcuma, zenzero, cannella, zafferano)
  • frutta secca
  • acqua con basso residuo fisso
  • tisane di zenzero malva thè bancha, melissa

E’ bene iniziare i pasti con una cruditè di verdure: questo evita la “leucocitosi digestiva” che si attiva quando mangiamo un cibo cotto; risulterà più facile la digestione. Meglio non mangiare la frutta a fine pasto perché può fermentare e rallentare la digestione

 

2)Durante il periodo della terapia l’obiettivo è prevenire o contenere gli effetti collaterali rappresentati da nausea, vomito, alvo alterno, mucositi (creano difficoltà di masticazione e deglutizione), malassorbimento etc. In questo periodo sono da preferire creme di cereali come la crema di riso (il riso va cotto a  lungo a fuoco basso e poi va passata al setaccio per eliminare le fibre)che è utile in caso di diarrea con sangue o stipsi. La zuppa di miso è indicata per risanare i danni della chemio aggiungendo magari un pezzetto alga wakame che contiene mucillaggini lenitive. Contro la nausea è indicata la tisana di zenzero o il thè Bancha. Indicata anche la preparazione dell’acqua vegetale che si prepara mettendo in un litro di acqua e lasciando in frigo per 12 ore vari ortaggi e verdure di stagione di colore verde (zucchine, cetriolo, menta sedano) ed aggiungendo la buccia ed il succo di un limone, un grammo di curcuma ed un pezzetto di zenzero. Dopo averla filtrata si beve a temperatura ambiente…è un farmaco per le mucose. Fare pasti piccoli e più volte durante il giorno. I cibi da evitare rimangono quelli del prima della cura. Le indicazioni sugli alimenti da evitare rimangono quelle del PRIMA con maggiore accortezza ad osservare un’alimentazione normo o ipocalorica ed assolutamente non iperproteica. È consigliato il consumo di pesce azzurro ricco di omega 3,antinfiammatori; tagliare o sminuzzare gli alimenti e renderli morbidi amalgamandoli con condimenti cremosi. Non assumere bevande o cibi troppo caldi o freddi.

 

3) DOPO la terapia lentamente si ritornerà gradualmente   all’alimentazione equilibrata normocalorica che aveva preceduto la cura con l’obiettivo di mantenere un sufficiente apporto nutrizionale evitando però un aumento di peso.

MA…C’è ANCHE UN PROTOCOLLO DA APPLICARE DURANTE I GIORNI DELLA RADIO-CHEMIOTERAPIA?

Si…è la parola comune fra i vari protocolli è DIGIUNO, ed il tentativo è sempre lo stesso: AFFAMARE la cellula neoplastica. Si tratta di Digiuno Terapeutico a base vegetale che consiste prevalentemente nell’assunzione  di estratti freschi . Partendo da questo concetto avremo il protocollo STOP EAT STOP(digiuno terapeutico fino anche a 72 prima della terapia,  alimentazione ricca di zuccheri il giorno della chemio per rendere le cellule cancerogene più sensibili altrattamento stesso,e nuovamente digiuno terapeutico il giorno dopo la chemio), il Digiuno Intermittente verticale e orizzontale, la dieta Mima Digiuno (del prof Valter Longo), la VLCKD, etc. Infatti dall’analisi dei meccanismi molecolari e biochimici che stanno dietro la formazione e l’espansione delle cellule neoplastiche si sono ipotizzate negli ultimi anni varie teorie alcune bizzarre ma altre ormai accreditate scientificamente dimostratesi validissime che hanno aperto la strada a numerosi trial clinici tuttora in essere: il principio è quello di contrastare il tumore grazie al particolare meccanismo che contraddistingue la cellula neoplastica.

Abbiamo 2 dati rilevanti : la cellula cancerogeno si nutre di GLUCOSIO ed ha un metabolismo ANAEROBICO-LATTACIDO

E’ doveroso un accenno “all’effetto Warburg” (prende il nome dal medico premio Nobel Otto Heinrich Warburg  1883-  1970 ) e si riferisce allo switch metabolico che avviene  in una cellula normale quando si trasforma in cellula cancerosa . Egli notò che la cellula cambia il suo metabolismo ed incomincia a bruciare esclusivamente zucchero. La cellula tumorale perde la capacità di utilizzare i mitocondri e quindi di utilizzare e bruciare i grassi e presenta un metabolismo anaerobico lattacido. Si crea biochimicamente un microambiente caratterizzato da ipossia e basso ph quindi acidemia a livello tissutale: cosa succede in pratica ? Il piruvato che deriva dalla glicolisi anaerobica, non potendo essere ossidato dal ciclo di Krebs e dalla fosforilazione ossidativa (che avvengono nei mitocondri) viene trasformato in lattato il quale quando viene sparato fuori dalla cellula porta con se idrogenioni H+ (uno per ogni molecola di lattato che esce dalla cellula) che determina ovviamente un aumento di acidità nelle matrice extracellulare. Questo processo di acidificazione delle matrici extratumorali aumentano significativamente il tasso di aggressività e metastatizzazione e conferiscono alla massa tumorale radio e chemio resistenza. L’ idea di base risulta quindi quella, come detto prima, di “affamare”  la cellula neoplastica creando una serie di eventi benefici a cascata e tutti gli studi in tal senso hanno come comune denominatore il digiuno e la restrizione calorica che sempre più risulta una potente arma della medicina integrata contro il tumore. Molte riviste e portali scientifici hanno messo in luce e pubblicato una pletora di studi che evidenziano la validità della restrizione calorica(RC) o il mimare la restrizione calorica quale potente arma per aumentare l‘efficacia della chemio o radio terapia. Qui sotto un esempio di pubblicazioni:

https://www.futuremedicine.com/doi/10.2217/fon.13.31

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3556263/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28539118

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=starving+cancer+from+the+outside

INTEGRAZIONE: In nutrizione oncologica, o meglio nella manipolazione nutrizionale, risulta fondamentale l’integrazione con specifici nutraceutici. I più usati  sono : I BETA GLUCANI, LA CURCUMA , LA MELATONINA , LA POLIDATINA, LA LACTOFERRINA , LA BOSWELLIA SERRATA,L’EPIGALLOCATECHINA GALLATO,GLI OMEGA 3,RESVERATROLO,L’ASCORBATO DI  POTASSIO etc. Ognuno di questi ha un ruolo, un timing ed un dosaggio specifico a seconda della sede del tumore e delle terapie prescritte.

Dott.ssa Tiziana Masia socio sostenitore e membro della DD CLINIC FOUNDATION www.ddclinicfoundation.it e membro Nutrizionista per PROLON (KIT MIMA  DIGIUNO  -DMD)     www.prolon.it

                                      Per ulteriori informazioni contattami su  masianutrizione@gmail.com

 

 

 


 

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